Il film “Il diritto di contare” è tratto da una storia realmente accaduta e affronta due temi fondamentali: l’emancipazione femminile e la discriminazione razziale. La storia, ambientata in America nella seconda metà del ventesimo secolo, ha come protagoniste tre donne afroamericane, Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, che attraverso una graduale ascesa della propria carriera lavorativa, giungono ad intraprendere ruoli di un certo livello alla NASA, un’agenzia governativa del programma spaziale. Tuttavia, il loro percorso non è stato affatto facile dal momento che inizialmente sono state emarginate socialmente a causa delle loro origini etnografiche. Il loro talento, seppur evidente, è stato in un primo momento soppresso da errate convenzioni sociali, come ad esempio la loro esclusione diretta dalle attività formali o il divieto di condividere oggetti e spazi pubblici con persone non afroamericane. In aggiunta, i loro diritti non sono stati limitati solamente dalle loro origini, ma anche dal fatto che fossero donne e fossero considerate erroneamente inferiori agli uomini, sebbene in realtà avessero capacità intellettuali altamente al di sopra di molti colleghi di sesso maschile.
Oltre a queste due tematiche che sono ben evidenti, vi è anche, secondo la mia mera opinione, un argomento non meno importante, ovvero la volontà incontentabile degli Stati Uniti d’America di controllare il mondo stabilendo la propria supremazia ed egemonia in tutti i campi. In quel periodo infatti la Russia stava ottenendo ottimi risultati nella ricerca aerospaziale e la NASA, sotto spinta del governo americano, ha fortemente spinto per un’accelerazione alla corsa allo spazio.
Dunque, questo film mi è stato estremamente formativo dal punto di vista personale perché mi ha permesso di comprendere con consapevolezza l’importanza dei diritti umani che regolano la nostra società. Di conseguenza, prendendo atto del duro sacrificio e della determinazione di coloro che hanno lottato con coraggio per il conseguimento della parità razziale e di genere, dovremmo preservare in eterno questi diritti per non vanificare le loro fatiche.
Il film ha riscosso enorme successo globale, tanto da essere stato candidato a tre Oscar (Miglior film, Miglior sceneggiatura non originale e Spencer come Miglior attrice non protagonista). Inoltre ha anche vinto il premio per il Miglior cast assegnato dal SAG, il sindacato degli attori, nel 2017.
Consiglio vivamente la visione di questo film estremamente coinvolgente perché, nonostante racconti una storia a molti sconosciuta, nasconde un messaggio motivazionale assai profondo: bisogna usare consapevolmente la propria intelligenza e fare tesoro delle proprie capacità, i nostri sogni dovrebbero essere una priorità e non un diritto mancato!
Mike C. & Gabriele G.