
“La zona” è un film del 2007 diretto da Rodrigo Plà che racconta la vita di un quartiere residenziale autosufficiente e limitato da mura fortificate, protetto da una sicurezza privata, dove gli abitanti vivono isolati dal mondo a causa della loro paura per la criminalità.
La storia inizia quando, dopo un temporale che danneggia il muro di separazione, un gruppo di ragazzi entra nel quartiere della Zona e durante una rapina uno di loro uccide una donna anziana. Gli abitanti reagiscono con una caccia all’uomo per farsi giustizia da soli, uccidendo due dei ladri e dando la caccia al terzo, Miguel, che riesce a nascondersi.
I residenti sono divisi: una parte vuole denunciare l’accaduto alla polizia, mentre la maggioranza teme per la revoca della protezione privata e decide di nascondere l’accaduto, corrompendo le forze dell’ordine.
Questa è una decisione che genera dinamiche interne complicate e rileva tensioni sociali e razziali: i residenti cominciano a comportarsi come carcerieri reali e cominciano a cercare ossessivamente un ragazzo che, in realtà, voleva farsi carico delle proprie azioni costituendosi alla polizia.
Verso la conclusione del film, durante un atto di pura crudeltà, le persone attribuiscono al ragazzo l’appellativo di “mostro”, non rendendosi conto della loro azione brutale: nessuno ritiene che la loro azione sia la più cruenta poiché tutti seguono la stessa legge morale. La folla, spinta dalla paura e dal desiderio di difendere il proprio stile di vita, diventa una comunità violenta in cui colui che viene da fuori viene visto automaticamente come una minaccia.
Il film è una cruda critica alla paura dell’ignoto, sottolineando come le azioni umane possano diventare comportamenti bestiali e come l’intolleranza e la paura possano corrompere il giudizio morale delle persone, portandole a comportamenti più orribili di quelli che inizialmente temevano. Il film ci fa riflettere su come le vere minacce possano non provenire da un’azione esterna, ma dalla nostra stessa reazione al diverso.
Questo film dimostra come la mancanza di considerazione nei confronti delle minoranze può portare a vari tipi di tensioni e conflitti all’interno di una comunità. Risulta infatti chiaro che, se tutti avessero avuto le stesse opportunità e la stessa libertà di opinione, molti dei personaggi avrebbero potuto godere di un futuro migliore.
Livia A. e Carlotta B.